Attraverso la sua storia personale, il cardinale delinea il significato della storia civile nella Storia della Chiesa – «i nostri maestri ci hanno dato il senso dello Stato come totalità del popolo» – e traccia un riassunto efficace delle vicende che hanno segnato il secolo, attraverso la descrizione del suo lavoro nella diplomazia vaticana, il ricordo grato dei suoi maestri, la sua attività educativa a favore dei giovani nell’Azione Cattolica. Dal racconto scaturiscono  la sensazione di una partecipazione forte e fattiva e un ritratto originale di ognuno del quattro papi – da Pio XII a Giovanni Paolo II – con i quali Silvestrini ha collaborato e un quadro convincente del significato della pacificazione ecumenica esercitata dal Vaticano nei confronti della Ostpolitik, «in cui la Chiesa si è collocata fra politica e fede». Ma soprattutto, senza domande o interventi esterni, ne esce il ritratto di un uomo e di una fede, di un italiano e di uno storico partecipe.

10 Giugno 2016

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