È Riccardo Di Segni, il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, l’ospite della puntata di “SOUL” che  in onda domemica 12 luglio, alle 12.05 e alle 20.45, su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 18 di TvSat, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it).  Di Segni si racconta a Monica Mondo in un dialogo sereno e confidenziale ripercorrendo la storia della sua famiglia (il papà partigiano, la mamma sfuggita per un soffio alla retata del ‘43 nel ghetto di Roma) gli studi rabbinici, la sua professione di medico e il sentimento che lega gli ebrei all’Italia (“siamo amanti traditi, profondamente legati all’identità dell’Italia, nonostante quel che ci ha fatto. Questo paese resta una parte fondamentale della nostra complessa identità”).

In un ragionamento sul colloquio con il mondo islamico il rabbino spiega che     nel mondo islamico, e faccio delle generalizzazioni di cui mi scuso, credo non ci sia la distinzione che si fa in una società laica, o nel mondo cristiano, tra la religione ebraica e lo stato di Israele. Ogni ebreo, in modi e intensità differenti, sente una vicinanza con Israele di cui non può fare a meno, fa parte della nostra complessa identità che in parte del mondo islamico ci rende nemici naturali, e questo è terribile. C’è poi anche in Europa un’opposizione di fondo, concettuale, istituzionale all’idea dello stato di Israele, che è una nuova, vecchia forma di ostilità antiebraica: non si riesce a comprendere il diritto politico del popolo ebraico…”

Il rabbino non nasconde il timore della comunità ebraica di essere, ancora una volta, vittima della storia. Alla paura – sottolinea – facciamo fronte con una consapevolezza maggiore, con l’attenzione a quel che avviene intorno a noi. Ammesso che la paura si possa controllare, ci vogliono consapevolezza, attenzione e rapporto con la realtà. E cercare di cambiare le cose, non essere mai passivi. Il mondo lo dobbiamo trasformare noi, ciascuno per la parte che ha. Chi l’ha detto che siamo impotenti? La fede non è rassegnazione.”

Nell’intervista il capo della comunità ebraica di Roma parla anche di bioetica ammettendo che “l’evoluzione scientifica ci mette in mano strumenti in grado di moltiplicare le nostre capacità di intervento sulla natura”. “Si può fare di tutto – puntualizza – ma bisogna capire ciò che è lecito fare. Parto dal presupposto molto radicato nella nostra tradizione religiosa che abbiamo la facoltà di usare la ragione, di intervenire per resistere ai guasti della natura, non di soccomberle. Naturalmente il rischio di credersi Dio è grande…Ma noi abbiamo una scansione severissima del tempo: sei giorni per fare gli uomini e uno per capire che non siamo Dio, cioè per essere veramente uomini”.

“SOUL” è l’appuntamento settimanale di Tv2000 (in onda il sabato e la domenica alle 20.30) con i protagonisti del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo che, in un faccia a faccia di trenta minuti, si raccontano tirando fuori “l’anima”, la verità di se stessi. A domande libere corrispondono risposte libere: a “SOUL” non interessano i personaggi ma le persone, e tutto ciò che dei grandi nomi dell’attualità politica e culturale l’opinione pubblica, ancora, non conosce.

 

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