Sergio Rubini e Daniele Russo, protagonisti in teatro con Il caso Jekyll, sono al centro della nuova puntata di Retroscena interamente dedicata all’adattamento teatrale del celebre racconto Lo strano caso del dott. Jekyll e del signor Hyde del romanziere e poeta scozzese R. L. Stevenson. Una versione, voluta da Rubini, che affronta con sguardo psicanalitico il conflitto tra la razionalità e l’ombra dell’inconscio, il “familiare oscuro” che abita in ognuno di noi. Questo e altro a Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore in onda martedì 25 febbraio in seconda serata su TV2000.

“Sono un po’ di anni che lavoro attorno al tema del doppio, perché è un tema che ci affascina da sempre. Tutti noi abbiamo dentro un ‘familiare oscuro’”. Con queste parole Sergio Rubini apre la nuova puntata di Retroscena dedicata allo spettacolo Il caso Jekyll adattamento dal celebre romanzo Lo strano caso del dott. Jekyll e del signor Hyde che pone in questo caso l’interpretazione psicoanalitica al centro della storia dello scienziato che si trasforma in un uomo dall’aspetto e dall’animo bestiali. Freud, che teorizza l’esistenza di una zona della psiche, l’inconscio, che sfugge al controllo della coscienza ma che condiziona il comportamento dell’individuo, fa il suo ingresso sulla scena con la decisione di Rubini di posticipare il romanzo di Stevenson di 25 anni. Jekyll dunque non ha bisogno di una pozione per diventare Hyde, ma Hyde alberga già in Jekyll: è la sua ombra, la parte più nascosta e segreta. “È difficile la convivenza con il nostro “familiare oscuro” perché siamo portati a giudicarlo, a vergognarcene e a rimuoverlo. Lo spettacolo ci suggerisce di perimetrare la nostra parte oscura perché lì non si nascondono solo i nostri oscuri desideri ma anche la nostra vitalità” rivela Rubini, in scena anche come narratore/attore e regista. Daniele Russo interpreta il doppio ruolo di Jekyll e Hyde: “Tanto il mio Jekyll quanto il mio Hyde sono lontani da me perché sono due estremi, il bianco e il nero. È più facile per ognuno ritrovarsi a metà strada tra il bene e il male e la psicanalisi ci ha aiutato a far pace con la nostra ombra. Io credo di riuscire a far vivere le due anime senza arrivare agli abomini che porto in scena. In fondo, più volte nella nostra vita siamo Hyde per qualcuno, con l’invidia o la gelosia, per esempio. Lo facciamo senza accorgercene e questo vuol dire che la nostra parte oscura ci ha comunque attraversato” rivela Daniele Russo a Retroscena.

A seguire la “sand artist” Gabriella Compagnone e la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.

19 Febbraio 2025