Luca Barbareschi è l’ospite della nuova puntata di Retroscena. L’attore e regista, diretto da Chiara Noschese, è il protagonista di November l’opera teatrale visionaria e profetica di David Mamet, scritta nel 2007, che svela la fine del sogno americano. L’incontro con Michele Sciancalepore è anche l’occasione per approfondire temi legati allo spettacolo e di scottante attualità come l’immigrazione clandestina o argomenti più vicini alla vita personale di Barbareschi, come le ferite esistenziali ma anche le polemiche che lo hanno coinvolto sulle sue posizioni riguardo il movimento del #MeToo. Questo e altro a Retroscena – I segreti del teatro, in onda martedì 8 aprile in seconda serata su TV2000.

“Se tu togli dal tabernacolo, da una sinagoga, da una moschea Dio e metti il dollaro, il mondo è finito. È quello che sta accadendo ora: quando tradisci quel patto il Paese va a pezzi”. Con queste parole Luca Barbareschi, protagonista della nuova puntata di Retroscena, apre l’appuntamento dedicato allo spettacolo di cui è interprete, ovvero November del drammaturgo statunitense premio Pulitzer David Mamet. Scritta nel 2007, all’inizio di una delle più grandi crisi economiche della storia moderna, la commedia racconta di un presidente degli Stati Uniti d’America che per rivincere le elezioni di novembre è disposto a tutto, mezzi leciti e illeciti: rinnegare rapporti consolidati, parole date e persino uno degli eventi familiari e sociali più aggreganti e folkloristici della comunità americana come il giorno del Ringraziamento. Un testo che sancisce la fine del sogno americano di Martin Luther King – gli ideali di uguaglianza e fratellanza – in favore di quello che in politica, ma anche nella società, sembra valere di più per vincere: il denaro e la mistificazione. Difficile per lo spettatore non individuare nel presidente Charles Smith di Luca Barbareschi l’odierno presidente USA Donald Trump che ha fatto del parlare alla pancia della gente la sua arma vincente: “Il paragone è ovvio – dice Barbareschi – perché questo personaggio ha la psicologia di un bambino di otto, nove anni, strilla, batte i piedi, si impunta; io ho fatto politica per cinque anni e ho visto scene simili. Il guaio è che è il presidente degli Stati Uniti. Trump ha capito che puoi tranquillamente negare quello che hai detto il giorno prima senza alcuna conseguenza e alla gente rimangono solo dei dubbi”.

A seguire, l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone che anche quest’anno realizza in esclusiva per noi le sue emozionanti creazioni sulla sabbia e infine la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.

4 Aprile 2025